SCEGLIERE… è UN DIRITTO!

 

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DA UDI VENEZIA-MESTRE
 
Il 18 Luglio prossimo in consiglio regionale del Veneto verrà discussa una proposta relativa a: “Regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto”.
Si tenterà, ancora una volta, di minare l’autodeterminazione delle donne introducendo i movimenti pro-life negli ospedali.
Ci troviamo mercoledì mattina in Campo San Bartolomio accanto al ponte di Rialto alle ore 10.00 per poi procedere verso il palazzo della Regione a San Marco.

Io guido con Manal. Ancora.

L’evento del post precedente è stato spostato al 29 giugno!

Tutti alla guida allora!! 800176578.jpg

 

29 GIUGNO 2012: le donne saudite si rimetteranno alla guida. Noi guideremo ancora con loro. Come lo scorso anno, facciamoci una foto con il logo di questa pagina mentre siamo sulle nostre macchine, moto, trattori, bici e postiamola qui in solidarietà con le nostre sorelle saudite.
L’anno scorso ci siamo fatte notare: facciamolo di nuovo.

Info http://lepersoneeladignita.corriere.it/2012/06/18/le-donne-saudite-ci-riprovano-venerdi-tutte-al-volante/

http://saudiwomendriving.blogspot.it/

Io guido con Manal

manal, io guido con manal, donne, diritti umaniVi segnaliamo questa piccola iniziativa. Piccola ma certamente non inutile, perché si tratta di condividere un’idea di libertà e di diritti umani, che oltrepassano trasversalmente i luoghi dove le persone vivono.

Non si tratta di voler intervenire sulla cultura e tradizioni di un paese, che comunque vanno rispettate, ma di segnalare laddove invece la dignità e la libertà delle persone vengono colpite e messe a dura prova.

In Arabia Saudita le donne non possono mettersi al volante. 

Manal è una donna che ha trasgredito la sua legge, pubblicando sul web il video nel quale mostrava di guidare e lanciato su Facebook una mobilitazione per il 17 giugno. Arrestata, è tornata libera dopo aver ritrattato. 

Naturalmente la mobilitazione si è animata da sola perché la rete del passaparola e il web amplificano qualsiasi iniziativa. Nasce così anche su facebook e su twitter quest’evento che qui segnaliamo alla pagina https://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/events/252203804880652/ :

17 giugno 2012: le donne saudite si rimetteranno alla guida. Noi guideremo ancora con loro. Come lo scorso anno, facciamoci una foto con il logo di questa pagina mentre siamo sulle nostre macchine, moto, trattori, bici e postiamola qui in solidarietà con le nostre sorelle saudite.
L’anno scorso ci siamo fatte notare: facciamolo di nuovo.

 

 

Purtroppo oggi abbiamo ricevuto la notizia che l’evento è stato posticipato. Qui la notizia:

Saturday, June 16, 2012

June 17th Anniversary Drive-in Postponed

 
According to folks on Twitter (#women2drive), and the Arabic facebook page, My Dignity is My Right about Saudi women’s rights, the drive-in day scheduled for June 17, 2012 has been postponed due to the death today of Crown Prince Naif bin Abdul Aziz. The Crown Prince passed away suddenly in Geneva, where he was getting medical treatment. As the Arabs say, Allah Yarhamu. May God have mercy on him.

Mezzogiorno dell’animo debutta a Padova il 23 febbraio- Libreria Zannoni

enrico pietrangeli,mezzogiorno dell'animo

Tutto assurdo, centripeto,

di una bellezza sconcertante

il vivere e la sua parodia di morte;

un logoro suono, traccia magnetica

divelta arando superstite giradischi.

 

 

 

Mezzogiorno dell’animo è la recente silloge poetica, che include anche una sezione di narrativa breve, realizzata da Enrico Pietrangeli e pubblicata alla fine del 2011 dalla CLEUP di Padova. Giovedì 23 febbraio 2012, alle ore 18, verrà presentata per la prima volta ufficialmente alla Libreria Zannoni di Padova in Corso Garibaldi – 21 (ang. Largo Europa). L’evento, realizzato con la collaborazione del Gruppo letterario “Formica nera”, prevede un intervento critico sull’opera di Luciano Nanni. Sarà presente, per l’occasione, anche l’autore che leggerà alcuni testi estrapolati dal libro. Un ulteriore intervento critico prevede anche la partecipazione della giornalista e operatrice culturale Vincenza Fava. Ci saranno, inoltre, due dei principali protagonisti delle manifestazioni ciclo-poetiche svoltesi nel corso dell’ultimo biennio, ovvero Andrea Bisighin, poeta che trova il suo campo espressivo nella bicicletta e co-organizzatore di CicloInVersoRoMagna 2011, nonché Giulia Penzo, scrittrice e collaboratrice per l’area veneta sia con CicloPoEtica 2010 che con CicloInVersoRoMagna 2011. Entrambi raccorderanno interventi mirati dalle sopramenzionate manifestazioni al libro stesso che nasce, non a caso, dall’epilogo agostano dell’ultima rassegna. Si tratta infatti di un libro che coincide con scritti realizzati, perlopiù, sull’onda della chiusura ufficiale della manifestazione dello scorso 12 agosto 2011, evento svolto a conclusione delle tappe di bicicletta e poesia, così come riportato nella stessa introduzione dell’opera. Un “ciclo” che parte da un altro biennio, quello realizzato in Sicilia, e ritorna, scandito con versi, in più parti del libro. “Con ciclo inverso e diverso, / altra ruota girerà sul verso,/ l’incompiuto giro d’una pausa / in attesa di un moto perfetto” esordisce il testo nel suo proemio. A seguire viene riportata una breve nota di lettura al libro realizzata da Liliana Arena dove, Amore e Fede, vengono posti in evidenza quali “viatici di guarigione”: “In Mezzogiorno dell’animo Enrico Pietrangeli sviscera il dolore, lo sventra e lo ricompone cercandone l’intima essenza e lo fa in prima persona, a testimonianza di un vissuto ‘esperito’ sulla propria pelle, analizzandone ogni possibile sfaccettatura, per poi giungere alla catarsi. L’autore comincia dall’atteggiamento di chi nega la possibilità di conoscerlo, mostrandosi indifferente ad esso, per poi seguirlo nella sua metamorfosi, fino a parlare di ‘contrappunto’ del dolore, penetrando la giustapposizione di più ‘melodie’ dal cui sconvolgimento simultaneo si ingenera un unitario e armonioso discorso ‘musicale’, per rimanere nell’ottica della metafora da lui utilizzata. Ne scandaglia l’anamnesi, le fobie, gli scherzi, l’esegesi, fino al suo epilogo. Pietrangeli respira il dolore alla ricerca di un baluardo esistenziale, che egli intravede nell’Amore e nella Fede, viatici di guarigione e ai quali approda, utilizzando un linguaggio poetico che nasce da uno stato emozionale e si trasforma, spaziando dalle assonanze alle figure grammaticali e retoriche in tutte le loro sfumature, dimostrando sapienza, pienezza, ricchezza e originalità di linguaggio espressivo”.

 

Gruppo letterario “Formica nera”

 

 

Luciano Nanni

Vincenza Fava

 

 

presentano il libro di

 

Enrico Pietrangeli

 

Mezzogiorno dell’animo

      Cleup Edizioni

 

 

Intervengono:

Giulia Penzo e Andrea Bisighin

 

Giovedì 23 febbraio 2012

ore 18:00

 

Libreria Zannoni

Corso Garibaldi, 21 (ang. Largo Europa) – PADOVA

 

 

 

Scheda Evento

Settore: Cultura

Genere: Poesia e narrativa

Tipo di evento: Presentazione libro

Autore: Enrico Pietrangeli

Titolo: Mezzogiorno dell’animo

Editore: CLEUP – novembre 2011

ISBN: 978 88 6129 775 3

Interventi: Luciano Nanni, Vincenza Fava, Andrea Bisighin e Giulia Penzo

Data: 23/02/2012 – ore 18.00

Presso: Libreria Zannoni, Corso Garibaldi, 21 (ang. Largo Europa) – Padova

Ingresso: gratuito

NO alla tratta – NO alle schiave del mercato della prostituzione

Con questo post ci uniamo all’appello dell’ASSOCIAZIONE AMICHE DI ABCD

QUI l‘appello:

Amiche di Abcd MOD 26.05.07h19.30.gif“Dalle inchieste fatte risulta che siano 500.000 le donne che ogni anno sono “importate” o che sono fatte transitare in Europa da organizzazioni criminali e immesse nel mercato come merce. In Italia ci sono dalle 50 alle 70.000 provenienti dai paesi dell’Est europeo o dai paesi in via di sviluppo, costrette a prostituirsi. Di queste il 40% sono minorenni (dai 14 ai 18 anni). Oltre il 50% è di ragazze africane.

Prendere coscienza di cosa c’è dietro al mercato della prostituzione è un primo atto per aiutare queste donne a riacquistare dignità, per questo vi chiediamo di unirvi a noi per dire “NO ALLA TRATTA – NO ALLE SCHIAVE DEL MERCATO DELLA PROSTITUZIONE”.

Per partecipare invia una mail a AMICHEDIABCD@fastwebnet.it indicando come vuoi partecipare, allegaci il link del tuo sito o blog e lo pubblicheremo sul nostro sito, oppure l’adesione ad essere iscritta/o nell’elenco. Per tutti gli approfondimenti e aggiornamenti sull’attività di Isoke, ti chiediamo di consultare la pagina sul sito: www.amichediabcd.org

 

AMICHE DI ABCD – www.amichediabcd.org
FACEBOOK EVENTO http://www.facebook.com/events/315162525171447/ AMICHE DI ABCD – CAMPAGNA DI
SENSIBILIZZAZIONE SULLE VITTIME DELLA TRATTA

Per approfondire il tema:


CARITAS – TRATTA E PROSTITUZIONE

Documento “Prostituzione e Tratta, Diritti e Cittadinanza – Le proposte di chi opera sul campo”

 

I LIBRI DI ISOKE

 

I. Aikpitanyi e Laura Maragnani

Le ragazze di Benin City, la tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d’Italia, edito da Melampo

 

I. Aikpitanyi – 500 STORIE VERE sulla tratta delel ragazze africane in Italia, edito da Ediesse Materiali

                                           

 

TOPONOMASTICA FEMMINILE

50294_292710960778847_1029473637_n.jpgSu facebook è nato un gruppo dal nome TOPONOMASTICA FEMMINILE con l’idea di impostare ricerche, pubblicare dati e fare pressioni su ogni singolo territorio affinché strade, piazze, giardini e luoghi urbani in senso lato, siano dedicati alle donne per compensare l’evidente sessismo che caratterizza l’attuale odonomastica (branca della toponomastica).
Cartine al tornasole della misoginia ambientale, le targhe stradali d’ogni dove invitano alla riflessione.
Gli odonimi dei centri urbani, nell’Europa continentale, sono il risultato di scelte politiche e ideologiche ben chiare e consentono di leggere orientamenti e mode delle rispettive società.
Nell’Italia preunitaria prevalevano i riferimento ai santi, a mestieri e professioni esercitate sulle strade, e alle caratteristiche fisiche del luogo. In seguito, la necessità di cementare gli ideali nazionali, portò a ribattezzare strade e piazze dedicandole a protagonisti, uomini, del Risorgimento e in generale della patria; con l’avvento della Repubblica, si decise di cancellare le matrici di regime e di valorizzare fatti ed eroi, uomini, della Resistenza.
Ne deriva un immaginario collettivo di figure illustri esclusivamente maschili.
Il gruppo, fondato da Maria Pia Ercolini, che in pochi giorni è lievitato a ca. 1000 persone,  chiede che tutte le Giunte Comunali, sulla scia di qualche buona pratica in corso, correggano la palese discriminazione in atto.

Per questo, aderendo all’iniziativa abbiamo rilevato che a Chioggia ci sono 3 vie intitolate a donne importanti:

Calle E. Duse La grande attrice (http://it.wikipedia.org/wiki/Eleonora_Duse) è nata a Vigevano (sulla casa natale è stata messa una targa) da una famiglia di attori chioggiotti.

Vicolo Rosalba Carriera La famosa ritrattista nacque a Chioggia il 7 ottobre 1675

Calle Santa Caterina In questa calle sorgeva un Monastero di monache benedettine di costituzione cistercense, che venne fondato nel 1385 sul terreno donato da Pietro, figlio di Alvise Bon, alle monache di S. Caterina del Deserto, giunte a Chioggia a causa della guerra con i genovesi. A queste vennero unite nel 1387 anche le monache di S. Caterina «de ultra canale». http://www.archiviodistatovenezia.it/siasve/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=ente&Chiave=769

Le vie in totale sono 471. Dedicate a uomini sono 85.

Come riferito da Tiziana Plebani, anche a Chioggia, secondo la tradizione veneziana sono sedimentati nel tessuto cittadino i luoghi monastici, compresi quelli femminili (ad es. Muneghette) come ancora è conservata la memoria delle ‘pizzocchere’, beghine e terziarie o degli istituti femminili (ad es. Zitelle).

Rapporto Ombra CEDAW: di ritorno da New York

Anche se in ritardo, pubblichiamo il report ( del 18/07/2011) della piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ” che ha partecipato alla redazione del Rapporto ombra.

Il Comitato Donne di Chioggia ha aderito al Rapporto ombra elaborato dalla piattaforma italiana.

 

PER QUALSIASI INFO ULTERIORE RIMANDIAMO AL SITO DI RIFERIMENTO: http://lavorincorsa30annicedaw.blogspot.com/

 

Il Governo italiano sotto esame dal Comitato CEDAW delle Nazioni Unite

 

Siamo arrivate da pochi giorni a New York e già stiamo rifacendo le valigie per tornare in Italia, riabbracciare i nostri cari e rimetterci a lavorare. Non siamo state delle buone turiste per la grande mela, ma sicuramente la nostra presenza come piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW ” è un elemento di avanzamento per i diritti delle donne in Italia. Ma che cosa è la CEDAW? È un trattato, uno dei principali delle Nazioni unite, del 1979, sottoscritto da quasi tutti i Paesi del mondo, per assicurare l’applicazione e il pieno godimento dei diritti delle donne. L’Italia ha ratificato la Convenzione per l’Eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nel 1985. Ogni 4 anni i vari governi devono presentare un rapporto ad un Comitato di 23 membri, esperti da tutto il mondo, per illustrare cosa hanno migliorato, come e quali risultati hanno ottenuto. Nel corso della 49a sessione alle Nazioni Unite, il 14 luglio a New York, hanno risposto i rappresentanti del governo italiano. Il Comitato CEDAW, ha discusso e chiesto ulteriori informazioni alla delegazione governativa composta da 25 rappresentanti del governo venuti a New York e altrettanti presenti in video conferenza da Roma. Come voce di controcampo, il comitato ha ricevuto altri 4 rapporti ombra, tra cui quello preparato dalla piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”, che mette in luce quanto ancora c’è da fare in Italia per garantire un eguale e soprattutto reale accesso e partecipazione alla politica, al lavoro, alla salute, alla protezione dalla violenza, alla cultura etc.. a tutte le italiane, migranti, seconda generazione, disabili, rom e alle persone con diverso orientamento sessuale.

È la prima volta che la società civile italiana presenta un rapporto ombra e partecipa alla sessione di valutazione, siamo state presenti in tre, due rappresentanti di Fondazione Pangea e una di Giuristi Democratici. Per noi è stata un’emozione non da poco essere lì! La piattaforma ha fatto uno sforzo enorme, sia economico (dobbiamo ancora pagare i traduttori e non sappiamo come fare) che di impegno e di coordinamento! Abbiamo lavorato per giorni interi facendo nottate, abbiamo tolto tempo ai nostri cari, ai figli, al nostro sonno, pur di dire “noi ci siamo e non siamo contente di come state lavorando si deve fare di più per i diritti e la partecipazione delle donne e non solo”. Il rapporto, elaborato ha raccolto l’adesione di oltre 120 organizzazioni della società civile sia nazionali che locali e centinaia tra di singoli donne e uomini, creando un comune denominatore tra tante realtà molto diverse tra loro.

Il messaggio deve essere chiaro, non stiamo parlando male del ministero pari opportunità, anzi, stiamo parlando dei problemi strutturali nel riconoscere in ogni ministero e al governo, un approccio di genere che sia inserito nelle politiche e nella loro applicazione.

I rappresentanti del governo hanno risposto alle domande del Comitato CEDAW alle Nazioni Unite per quel che hanno potuto ma non sono stati in grado di dare informazioni esaustive in diversi punti critici. Molte domande sono rimaste inevase. Avanzare il pretesto dei problemi di budget per giustificare la non applicazione di politiche inclusive delle donne non può essere utilizzata perché molte azioni possono realizzarsi senza intaccare il bilancio, anzi, utilizzare un approccio di genere potrebbe rendere molto più efficiente l’allocazione delle voci della spesa pubblica permettendo l’inclusione delle donne in ogni settore e l’accesso ai loro diritti al pari di quelli degli uomini. Lo smalto che ha perso l’Italia nei contesti internazionali è anche dovuto al fatto che non si rispetta mai lo standard internazionale richiesto, siamo tra gli ultimi nelle classifiche europee che indicano quanto un paese sta progredendo, e, pur essendo tra i paesi del G8, non siamo di esempio per gli altri perché non applichiamo molte delle direttive europee che ci renderebbero più credibili davanti alle Nazioni Unite. Un esempio? La l.188/2007 sulla base di una direttiva europea aiutava a contrastare la pratica delle dimissioni in bianco sopratutto per donne in maternità ed è stato uno degli atti abrogati dal governo nel 2008. Noi donne garantiamo il ricambio generazionale per la società italiana, mettendoci il nostro sforzo fisico, psicologico, emotivo perché incinte, e dopo abbiamo una buona possibilità di restare a casa, senza possibilità di scegliere e tornare a lavorare, come il diritto alla salute riproduttiva che si sta sempre più restringendo in tutte le regioni. Quanto ancora dovremo aspettare? In Italia le donne contano oltre il 53% della popolazione, e una democrazia di solito è rappresentata dalla maggioranza. Basterebbe applicare l’art.51 della Costituzione per avere più donne in politica. Siamo noi a laurearci di più e con i migliori voti, ma solo il 14% delle donne è professore ordinario all’università. Poco meno di una donna su due lavora, a sud una su tre, le altre perdono la speranza e non cercano neanche lavoro. Lo sforzo delle politiche va nella direzione di rimettere a casa, ma forse il governo non ha capito che i tempi sono cambiati e che saremo noi, che da secoli sopportiamo le maggiori sofferenze e perdite, che siamo il fattore di sviluppo e progresso per garantire a tutti il pieno godimento della vita. A questo punto aspettiamo con ansia un incontro con i rappresentanti del governo italiano e di avviare un dialogo costruttivo, per cercare di cambiare, insieme, il presente e il futuro delle donne in Italia. Donne yes we can!

 

 

Simona Lanzoni, Barbara Spinelli, Claudia Signoretti per la piattaforma “Lavori in corsa: 30 anni CEDAW”

 

Aderiscono alla piattaforma Lavori in Corsa – 30 anni CEDAW: Fondazione Pangea Onlus, Giuristi Democratici, ActionAid, ARCS-ARCI Cultura e Sviluppo, IMED- Istituto per il Mediterraneo, Be Free, Fratelli dell’Uomo, Differenza Donna ONG.