LAVORO E UDI…AMOCI

TROPPO BELLO QUESTO INVITO DELL’UDI, CON LE RIFLESSIONI SU UN MONDO DEL LAVORO IN CRISI…

Domenica 27 giugno

dalle ore 10,30 alle 15,30

Assemblea di Donne per un Planetario sul Lavoro

Roma, Sede nazionale dell’UDI, via dell’Arco di Parma 15

 

TESTO LINKATO

 

 

Lavoro: ci vorrebbe un Planetario…

 

com2010_planetarium.jpgCi vorrebbe un Planetario per avere uno sguardo su tutto ma proprio tutto “quello che ruota” intorno al lavoro, perché la sensazione crescente di questi giorni è che ancora una volta, ed ora sull’onda dell’ennesima emergenza, si va per compartimenti stagni, senza quella visione di insieme che è buona prassi politica.

 

Planetario ci dice anche di qualcosa capace di proiettare su di una volta la disposizione e il movimento dei corpi.

Se quello originale ha a che fare con i “corpi celesti”, nel nostro caso non possono che essere i corpi di tutte le donne, le giovani e le meno giovani, le italiane e quelle che vivono, lavorano o vorrebbero trovare un lavoro in Italia, le donne che fanno impresa tra mille difficoltà, le donne che un lavoro non ce l’hanno mai avuto, né flessibile né precario, quelle che sono invecchiate a fare le co.co.pro., quelle che vorrebbero andare in pensione ed oggi scoprono che non si può più, almeno non come una volta. I corpi di chi vuol lavorare e fare figli, oppure non farli.

 

In questi anni le donne in Italia hanno provato a spendersi su molte questioni: rappresentanza, maternità, violenza, lotta agli stereotipi, scuola.

Eppure, tutte chi più chi meno, non solo l’UDI, abbiamo subìto lo stesso trattamento dai media e dalla politica, coperte di silenzio da chi non aveva alcuna voglia di ascoltare, salvo essere accusate ciclicamente da alcuni quotidiani di essere in “silenzio” sulle offese del politico di turno o dopo l’ennesimo stupro.

 

Nella rappresentazione politica tutto sembra fermo e immobile, ma la realtà non è quella che viene raccontata dalla stampa e dalla tv. Ci sono esperienze e progetti, nascono nuove associazioni.

 

Sulle questioni legate al lavoro, UDI si è già fatta promotrice di confronti che non fossero ideologici, per guardare alle donne per quello che sono oggi, perché le donne in Italia non sono un “categoria” riducibile, sono differenti, e questo anche grazie all’emancipazione per la quale hanno lottato le donne che sono venute prima di noi.

Vogliamo guardare a tutto questo, perché non ci soddisfano i modi – tanti e spezzettati – in cui le “donne” vengono rimandate da un istituto statistico o dai provvedimenti di un governo.

 

Attraverso un confronto ampio, vogliamo verificare la possibilità di partire dalle nostre voci e arrivare ad istanze comuni. Per il lavoro non è tempo di Campagne né di Comitati, ma di un movimento nuovo e articolato che veda protagoniste le giovani donne.

Un movimento che comprenda le ragioni come quelle contenute in lettera arrivata pochi giorni fa all’UDI, la scrive una delle tante “giovani disoccupate con lode” in Italia, che però non si ferma alla lamentazione ma dichiara con forza il suo appassionarsi autentico per una politica delle donne:

 

ritengo necessario, per la mia storia e per la costruzione di un presente coerente che guardi al futuro, fermarci a riflettere tutte insieme, comprendere fino in fondo quali sono stati gli eventi e gli errori che ci hanno condotte fin qui, un’analisi attenta del passato agevolata dall’incontro generazionale, per proiettarci in una dimensione di futuro reale e non utopico; comprendere di quali strumenti disponiamo per condurre un’esistenza dignitosa senza dover rinunciare ad importantissimi diritti acquisiti.

E sarò per certi versi anche in contro-tendenza, ma non mi turba più di tanto l’idea di non poter godere di una pensione, così come è stato per i miei genitori, mi turba essere accecata dall’impossibilità di spendere le competenze acquisite in un lavoro adeguatamente remunerato e mi turba ancora di più il fumo negli occhi che mi è stato gettato durante gli anni di formazione, posponendo la dignità di un lavoro spendibile sul mercato al prestigio di professionalità ormai sature o obsolete, tanto da non riuscire a vedere o elaborare soluzioni alternative, tanto da sentire oggigiorno la necessità di reinventare nuove professionalità e soprattutto sentire ancora dentro voglia, passione e gioia di vivere senza farsi schiacciare da una società oramai al collasso.

Stanno maturando i tempi per una nuova rivoluzione e io voglio farne parte perché è la mia stessa esistenza a chiedermelo.

Una rivoluzione possibile forse solo attraverso la politica delle donne, le donne da sempre più lungimiranti e attente al mutare dei tempi.” (Manuela Gigante, 10 giugno 2010)

 

Vogliamo farci promotrici di questo avvio. Certo, vorremmo anche che si arrivasse ad un monitoraggio serio sui servizi e vorremmo anche aprire vertenze esemplari, ma questo ha senso solo se altre lo vorranno fare con noi, progettando sin da ora azioni politiche immediate e in vista dell’autunno, della prossima stagione politica.

 

Sul lavoro non vogliamo avere soluzioni preconfezionate, per questo abbiamo pensato ad una Assemblea aperta che si autogestisca, si autorganizzi con scadenze e impegni precisi, come è nella tradizione delle Assemblee autoconvocate dell’UDI. Non è più tempo di restare arroccate nei propri ambiti, che siano di competenza, sapere, professionalità, categorie o diritti acquisiti.

Apriamo allora questo “Planetario” a tutte coloro che vogliano arrivare a soluzioni condivise, nella certezza che solo un nuovo patto tra donne potrà dare voce, credibilità e speranze a ciascuna.

 

Domenica 27 giugno

dalle ore 10,30 alle 15,30

Assemblea di Donne per un Planetario sul Lavoro

Roma, Sede nazionale dell’UDI, via dell’Arco di Parma 15

 

Se non puoi essere presente, inviaci riflessioni e proposte, personali o collettive.

UDI-Unione Donne in Italia
Sede nazionale Archivio centrale
Via dell’Arco di Parma, 15, 00186 Roma
Tel 06 6865884 Fax 06 68807103
udinazionale@gmail.com
www.udinazionale.org

OCCHIO AL PUNTO N.3!!

 

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A VOLTE RITORNANO…

OCCHIO AL PUNTO N° 3!

 

 

 

ALL’OdG del Consiglio regionale del Veneto convocato per il 17 giugno 2010:

PRESENTAZIONE in ordine a: PDL 3 d’iniziativa popolare “Regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto”

 

CHE COS’È IL PDL N° 3?

Ve lo riportiamo qui di seguito…

PDL N.3
Regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto

Art.1.- Pubblicità
1. In ogni consultorio e nei reparti di ginecologia e ostetricia a finalità
informativa deve essere esposto ben in vista il materiale informativo dei
movimenti e delle associazioni legalmente riconosciute aventi come finalità
l’aiuto alle donne in difficoltà orientate all’interruzione di gravidanza, sui rischi
sia fisici che psichici a cui si espone la donna con l’interruzione di gravidanza e
le possibili alternative all’aborto.

Art.2.- Divulgazione e informazione
1. Ai Movimenti e/o associazioni di cui all’articolo 1 viene concesso di
espletare il loro servizio di divulgazione e informazione nei consultori familiari,
nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d’aspetto e atri degli ospedali.

Art.3.- Vigilanza
1. I direttori sanitari delle Asl e delle Aziende ospedaliere devono vigilare sul
rispetto della legge.
2. Saranno prese sanzioni per chi dovesse negare o intralciare l’operato dei
movimenti e/o associazioni di cui all’articolo 1 fino a revocare la pratica degli
interventi di aborto volontario nelle strutture inadempienti.
3. Per chi dovesse negare o intralciare l’operato dei movimenti e/o associazioni
di cui all’articolo 1, sono applicabili sanzioni da 500 a 5000 euro; l’eventuale
reiterazione comporta la revoca della pratica degli interventi di aborto
volontario nelle strutture inadempienti.

LAVORI IN CORSA: 30 ANNI CEDAW

TESTO LINKATO:

contenuto1870imm.jpgTrent’anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione per l’Eliminazione di ogni forma di Discrimi­nazione contro le Donne (CEDAW), considerata ancora oggi uno dei trattati internazionali più completi sui diritti delle donne. La CEDAW chiede di eliminare le discriminazioni che limitano la partecipazione delle donne alla vita pubblica, lavorativa e ai processi decisionali, di contribuire all’eliminazione della violenza di genere e di impegnarsi per cambiare la diffusa accettazione degli stereotipi. Festeggiando il 30° anniversario di questa Convenzione vogliamo celebrare i successi ottenuti dalle donne contro tante forme di oppressione ed esclusione, ma anche ricordare a istituzioni e società civile quanto resta ancora da fare.

Si convoca il secondo incontro della rete veneta per la CEDAW sabato 19 giugno 2010 alle 10.30 presso il Teatro Popolare di Ricerca in via Sorio 116 a Padova.
L’incontro è organizzato dall’Associazione Padovadonne: per comunicare la vostra presenza all’incontro della rete veneta per la CEDAW rispondete alla mail padovadonne.magazine@gmail.com

DA PADOVADONNE: I MONOLOGHI DELLA VAGINA

monologhi-volantino.jpgL’associazione PadovaDonne con il contributo del CdQ5 Sud – Ovest riporta in scena a grande richiesta “I monologhi della Vagina” di Eve Ensler  sabato 19 giugno ore 20.45 presso il Teatro Popolare di Ricerca di via Sorio, 116  a Padova.
Recitano:

Giulia CINQUE
Elena DITADI
Antonia MAIONE
Agnese MASIERO
Rosanna TOSATO
Daniela ZANGARA
con la partecipazione speciale di Sandra CAVALLINI
accompagnate al sax da Lorenza SANTORO

Entrata fino ad esaurimento posti con offerta libera!
Per garantirsi il posto si consiglia la prenotazione con ingresso 30 minuti prima di inizio spettacolo!
Parte del ricavato sarà devoluto ad ACTIONAID in favore di donne e bambini.
Per info e prenotazioni telefonate al numero dell’associazione 346.0560664 oppure scrivete a  padovadonne.magazine@gmail.com

I MONOLOGHI DELLA VAGINA
Dopo il successo della prima, a grande richiesta di pubblico, l’Associazione PadovaDonne, porta in scena, per la seconda volta a Padova, il discusso ed acclamato spettacolo “I monologhi della Vagina” scritto nel 1996 dall’autrice statunitense Eve Ensler ed ormai rappresentato annualmente in ogni parte del mondo. Uno spettacolo ispirato a centinaia di interviste con donne di ogni età, razza, religione e classe sociale. Attraverso la voce delle attrici la vagina racconta, con humour trasgressivo, la propria storia, a rappresentare l’individualità di ogni donna.
Le nostre “attrici per caso” sono state tanto applaudite dal pubblico che, con generose offerte, ha permesso di devolvere una sostanziosa somma di denaro all’organizzazione internazionale V-DAY (www.v-day.org) per la costruzione di strutture a supporto delle donne nella Repubblica Democratica del Congo.
Questa volta, con la partecipazione speciale di Sandra Cavallini, e affiancate sempre dalla giovanissima sassofonista Lorenza Santoro, riportano in scena l’opera per sostenere, ancora grazie al pubblico, progetti di ACTIONAID in favore di donne e bambini.

http://www.padovadonne.it/?p=3558


Padovadonne Magazine
www.padovadonne.it

(Forza Agnese!!!)…

65 o 70?

NON CI CAPIAMO PIÙ NIENTE…

DOBBIAMO PARIFICARE, PARIFICARE, PARIFICARE…

ALLINEARCI A 65 O A 70?

PERCHÈ PER I GIOVANI PULZELLI IL SOGNO per il pensionamento SARÀ DI ARRIVARE A 70… SEMPRE CHE CI SI ARRIVI!

per le donne un bel salto: da 60 a 70 et voilà!

scala-per-il-paradiso.jpg

Vi segnalo la chiarezza dell’articolo del Corriere:

PER LE STATALI SCALONE UNICO

(ti pareva che ci fosse la scaletta!)

 

e vi segnalo il blog www.lametaditutto.com

dove trovate tutta la discussione e il movimento nato a seguito della sentenza della Corte europea sull’innalzamento dell’età pensionabile delle donne.

 

 

 

 

UN ARRIVEDERCI A TUTTI I NOSTRI RADIOASCOLTATORI

1281861641.jpgCome Comitato Donne di Chioggia non possiamo altro che esprimere il nostro rammarico per la chiusura del nostro programma RADIOCLODIAINROSA, condotto da Giulia e da Valentina, in onda ogni martedì e venerdì dalle 11.30 alle 12.30 su Radio Clodia, per motivi indipendenti dalla nostra volontà e che riguardano l’espressione personale di una delle due conduttrici al di fuori del programma.

Ci rammarichiamo per questa scelta editoriale che ci penalizza e che ci toglie uno spazio di libertà.

Noi come donne cercheremo altri spazi per offrire un’informazione libera e di genere, in un’ottica, quella femminile, che di solito i media dimenticano e non tengono nella giusta considerazione.

Ci scusiamo con tutti i nostri radioascoltatori, invitandoli comunque a seguirci come Comitato nel nostro blog http://comitatodonnedichioggia.myblog.it/ e scrivendoci al nostro indirizzo di post@:  cd.chioggia@libero.it

Ogni mercoledì ci potete trovare al Bar Jolanda in corso del Popolo alle ore 18.00 per bere qualcosa insieme e parlare dei nostri progetti.