RADIOCLODIAINROSA RADDOPPIA!!!!

 


 


VENERDÌ 30 APRILE DALLE ORE 11.30

COMITATO DONNE DI CHIOGGIA- RADIOCLODIAINROSA

A RADIO CLODIA

CON

I DUALKORE

 

Ascoltateci

su Radio Clodia – frequenza 103.6 oppure in streaming sul sito www.radioclodia.it

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Per comunicare: inviare un SMS al numero 333 6355451 oppure

telefonare allo 041 40 50 45

e mail: diretta@radioclodia.it

 

PARLIAMO DI LAVORO A RADIO CLODIA

 

 

1411288721.jpgAvete problemi nel lavoro?

Siete cassaintegrati?

Siete eternamente precari e volete conoscere i vostri diritti?

 

MARTEDÌ 27 APRILE DALLE ORE 11.30

COMITATO DONNE DI CHIOGGIA- RADIOCLODIAINROSA

PARLIAMO DI LAVORO A RADIO CLODIA

CON

LUIGI ROSA TEIO

Coordinatore Patronato LABOR TRIVENETO

 

Su Radio Clodia – frequenza 103.6 oppure in streaming sul sito www.radioclodia.it


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COMUNICATO STAMPA SULLA RU 486

Inseriamo il Comunicato dell’Assemblea 194, a cui abbiamo dato la nostra adesione come Comitato Donne di Chioggia

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Raccogliendo l’invito delle Donne in movimento partecipiamo domani sabato 17 aprile alle ore 16,30 al presidio davanti Coin.

 

Le donne e le Associazioni di “ ASSEMBLEA 194 “ riunite a Venezia il giorno 7 u.s.

DENUNCIANO

la posizione espressa del neoeletto Presidente Zaia in merito alla distribuzione della pillola Ru486, poi rettificata parzialmente, che vuole sottomettere la libertà di scelta delle donne sulla propria salute, alle imposizioni delle gerarchie ecclesiastiche.

La Legge 194 sull’interruzione di gravidanza, che tutela il diritto di scelta delle donne, deve essere applicata integralmente da tutte le Istituzioni, in tutti i suoi contenuti.

Il vero obiettivo degli ostacoli contro la Ru486 è ancora una volta un’attacco alla Legge 194.

 

***

* Il neo eletto Presidente Zaia, a poche ore dalla sua elezione, ha dichiarato ufficialmente di voler ostacolare e impedire l’utilizzo della pillola Ru486 nella nostra Regione.

 

* La pillola Ru486 è un farmaco, utilizzato in molti Paesi Europei da più di 20 anni, che evita alle donne l’intervento chirurgico in caso di interruzione di gravidanza. Così dicendo, Zaia intende negare alle donne venete la possibilità di scegliere la modalità dell’intervento.

 

* Le donne venete, per Zaia, sono evidentemente soggetti minori, incapaci di decidere cosa è meglio per la propria salute.

 

* Nella premura di rassicurare le gerarchie ecclesiastiche, il neo Presidente, ha dimenticato la premura verso i diritti di salute e di libertà di scelta delle donne venete, facendone sfacciatamente oggetto di baratto politico.

 

* L’attacco al farmaco Ru486 maschera in realtà un’aggressione tutta ideologica alla Legge 194, che invece, con la sua applicazione, ha permesso di dimezzare le interruzione di gravidanza, preservando così la vita e la salute delle donne.

 

* Assicurare il rispetto e l’applicazione della legge 194, dovrebbe invece essere impegno di Zaia, come Presidente della Regione, per finanziare, potenziare ed ampliare la rete dei Consultori familiari laici su tutto il territorio regionale, già da anni gravemente insufficienti, per garantire le corrette azioni di educazione, prevenzione, informazione e sostegno con assistenza adeguata alle donne in difficili condizioni di gravidanza e maternità.

 

Essendo indignate per le dichiarazioni di Zaia e ritenendoci da lui offese nei nostri basilari diritti di cittadinanza e di autodeterminazione, siamo pronte a mobilitarci per difendere la libera scelta e la salute delle donne.

 

Venezia, 09/04/2010 “Assemblea 194”

assemblea194@libero.it

 

 

NO AL NUCLEARE: nessuna centrale né a Chioggia né altrove

vignetta di Piero Sandanosottomarina 2020 copia.jpg

 

Come Comitato Donne di Chioggia abbiamo dato la nostra adesione alla Rete Contro il Nucleare di Chioggia.

Qui di seguito il documento ufficiale della Rete.

NO AL NUCLEARE
nessuna centrale né a Chioggia né altrove


Con l’approvazione del decreto legislativo del 15.02.2010 da parte del governo che fissa i criteri per l’attuazione del piano energetico si concretizza sempre più il rischio di una fase senza ritorno del riaffermarsi del nucleare in Italia. Riappare, in tutta la sua cupezza, quella che nel secolo scorso si è dimostrata la scelta energetica più antieconomica, pericolosa e nociva tanto per i territori che la ospitano quanto per le loro popolazioni. La lunga lista di incidenti dichiarati e non, verificatisi nelle centrali europee solo nell’ultimo anno,lo sta a dimostrare. Si vuole far passare l’idea che in un territorio tragicamente instabile come quello italiano
possano esistere siti “adatti” ad insediamenti di questo tipo quando è la cronaca quotidiana a richiamare l’attenzione di tutti sul dissesto idrogeologico imperante nel nostro paese. La necessaria vicinanza con corsi d’acqua ed il loro sfruttamento da parte di questi impianti non può non farci pensare a quanto recentemente
successo al fiume Lambro e più in generale a quanto la gestione di queste risorse sia approssimativa. Ma non sono solo i rischi per l’ambiente ed i pericoli per la salute pubblica a preoccuparci. La scelta del nucleare persevera nell’indirizzo di puntare ad una “centralizzazione” della produzione di energia, così come
tuttora avviene per quelle derivanti dal metano e dalle risorse fossili. Il conseguente assorbimento di tutti gli investimenti nel campo della ricerca sul nucleare distoglie dalla
possibilità di incrementare lo studio e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Ciò allontana dallo sviluppo di una vera politica di indipendenza tecnica e culturale dal punto di vista energetico da parte delle grandi masse. Elimina la possibilità di appropriarsi della produzione stessa da parte dei fruitori finali tramite la
collettivizzazione della produzione energetica e quindi la possibilità di venderla, distribuirla, scambiarla, barattarla etc. con conseguenti impatti rilevanti sull’occupazione e sul reddito. In definitiva si preferisce anteporre l’interesse economico di pochi a scapito del benessere diffuso. Altra conseguenza non trascurabile è quella dello svilimento democratico dei processi decisionali e l’espropriazione, mediante la militarizzazione dei siti, di parte dei territori. Nonostante a livello governativo si propagandi tanto il federalismo il ritorno all’atomo viene assolutamente imposto “dall’alto” senza tener conto delle posizioni espresse dagli enti locali e dalla loro cittadinanza e facendo finta di ignorare che un referendum aveva deciso di tener fuori l’Italia dall’avventura nucleare. L’ipotesi di Chioggia come sito possibile per l’attuazione di questa politica ci pone di fronte ad una responsabilità evidente ed ineludibile. In quanto persone che vivono il territorio non possiamo rimanere indifferenti di fronte allo scempio che ne deriverebbe. L’impatto negativo sul turismo, I rischi contaminazione della terra e dei fiumi con conseguenze disastrose per l’agricoltura e la pesca disegnano un panorama possibile che non vogliamo e non vorremmo per nessuno. Per questo proponiamo la costituzione di una rete di soggetti, singoli e collettivi, che sappia dar vita ad una battaglia politica, culturale e sociale in grado di fermare questa deriva. Una rete che nasce non in seguito ad una scelta ideologica ma caratterizzata da una pluralità di percorsi e competenze e che fonda su ciò la propria ricchezza culturale e capacità d’iniziativa.

 


RETE CONTRO IL NUCLEARE – CHIOGGIA
per adesioni e informazioni rete.nonuke.chioggia@gmail.com

 

 

 

Per aderire alla Rete Contro il Nucleare di Chioggia ed essere informati sulle prossime iniziative della rete bisogna inviare una mail d’iscrizione all’indirizzo: rete.nonuke.chioggia@gmail.com

La rete sta organizzando una cena di autofinanziamento da farsi il giorno 23 Aprile presso ChioggiaLAB a Borgo San Giovanni. Costo 15 euro. Chi volesse partecipare è pregato di dare la sua adesione al più presto.

La prossima riunione sarà mercoledì 14 alle ore 21 presso ChioggiaLAB nel caso qualcuno volesse partecipare con noi.

RU 486: UNA POLEMICA SENZA FINE

79dfe3685e5c22fda797de58b19ea39b_578425.jpgFacciamo una piccola cronistoria:

  • In Agosto 2009 l’aifa dava il via libera alla commercializzazione della Ru 486, farmaco che può essere utilizzato per l’aborto chimico nei primi mesi della gravidanza e  che in Italia può essere somministrato in regime di ricovero ospedaliero.
RU 486: CdA delibera autorizzazione alla commercializzazione.

Il Consiglio di Amministrazione dell’AIFA ha deliberato l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco mifepristone (Mifegyne).
La decisione assunta conclude anche in Italia quell’iter registrativo di Mutuo Riconoscimento seguito dagli altri Paesi europei in cui il farmaco è già in commercio, interrompendone l’uso off-label.
Il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto di dover precisare, a garanzia e a tutela della salute della donna, che l’utilizzo del farmaco è subordinato al rigoroso rispetto della legge per l’interruzione volontaria della gravidanza (L. 194/78). In particolare deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, così come previsto dall’art. 8 della Legge n.194, dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza escludendo la possibilità che si verifichino successivi effetti teratogeni.

 

 

  • Dal 30 MARZO 2010 le strutture ospedaliere possono prendere le ordinazioni del farmaco  e le Regioni possono definire le linee guida per la somministrazione 

(fonte laRepubblica) L’azienda produttrice francese Exelgyn ha appena finito di tradurre i foglietti illustrativi in italiano ed è arrivato il momento di consegnare il farmaco ai reparti di ginecologia che ne faranno richiesta. “Possiamo prendere le ordinazioni già questa settimana. Verificheremo che la domanda provenga da una struttura ospedaliera e in quarantott’ore faremo recapitare la Ru486”, spiega Marco Durini, direttore medico di Nordic Pharma Italia, distributore del farmaco nel nostro paese

 

  • 31 marzo 2010 – Roberto Cota, neopresidente della Regione Piemonte, in un’intervista dichiara che la pillola deve restare “nei magazzini”

 

 

LA VOGLIAMO SMETTERE DI FARE POLEMICA SU UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA SOLO LE DONNE, SULLA LORO LIBERTA’ DI SCELTA?