QUANDO UNA DONNA PUò FARE POLITICA

Pubblichiamo la lettera aperta al Consiglio comunale di Rimini da parte del Coordinamento Donne di Rimini, una lettera che mette in luce come alle donne sia esplicitamente impedito di fare politica.

Ricordiamo anche che il nostro Consiglio Comunale di Chioggia è composto da 30 uomini. 

 


Rimini, 18 febbraio 2009
Con tutto il rispetto, nel Consiglio Comunale di Rimini sembra che qualcuno viva nell’età della pietra. Si fa l’ipotesi di una donna come presidente? Ecco che arriva il consigliere Bertino Astolfi a ricordare che per “un ruolo molto impegnativo”, una mamma con due bambini piccoli non è adatta. Sarebbe forse più adatto lui? Immaginiamo di sì, perché queste, si sa, sono “cose da uomini”. Perché non è la società che non dà risposte idonee alle madri, no, sono loro, queste disgraziate, che si ostinano a fare figli nonostante la mancanza di asili, nonostante gli orari della città inadeguati, nonostante l’assistenza carente e il disinteresse totale di molti “uomini” ai posti di potere. Adesso, poi, persino pensare a una donna come presidente del Consiglio Comunale, ma scherziamo!? Consigliamo dunque ai Consiglieri di votare una nuova norma, che impedisca a chi è in età fertile o ha figli minori di 18 anni di candidarsi in politica, così da evitare spiacevoli inconvenienti: la politica è e deve restare un luogo per pensionati, disoccupati, carrieristi, assetati di potere. Maschi, ovviamente.
Comunque, scherzi a parte, la scarsa presenza femminile nella rappresentanza politica rispecchia un problema più generale, che si manifesta in molteplici aspetti della vita sociale. Al consigliere Astolfi potrebbe forse interessare sapere che nel mercato del lavoro italiano la presenza delle donne è ancora scandalosamente molto inferiore alla media europea. E forse il consigliere Astolfi non coglie la relazione tra la permanenza di un modello familiare antiquato – secondo cui l’uomo lavora fuori casa e la donna dentro casa – e il rapporto 2007 del Cnel, che amaramente regalava all’Italia un tasso del 46,7% di occupazione femminile a fronte del 58,3 % dell’Europa, tutta. Eppure in tale rapporto si evidenzia chiaramente che il motivo dell’inadeguata presenza femminile sul mercato del lavoro è proprio legato al “gap di genere” dovuto alla maternità e alla cura dei figli. E il fatto che questa sia una tendenza tutta nostra, non può e non deve essere considerato carattere “culturale” specifico dell’Italia, né tantomeno possono essere giustificate affermazioni da parte di rappresentanti delle istituzioni che invitano a comportamenti discriminatori in aperto contrasto con il Trattato di Lisbona, ratificato da tutti i paesi dell’Unione. In quanto poi allo specifico caso riminese, occorre ricordare che, come ha evidenziato una ricerca della Cgil,  nel territorio di Rimini si registra un tasso di occupazione femminile inferiore di quasi 5 punti rispetto al panorama regionale (forse bisognerebbe chiedersi perché). Ma, al di là di quanto interessino al consigliere Astolfi “le problematiche al femminile”, con questa lettera aperta vogliamo invitare il Consiglio Comunale, unico referente qualificato, a riflettere sul fatto che donne, madri e mogli che scelgono di partecipare alla vita attiva del Paese siano una ricchezza e non un segno della dissoluzione dei tempi e della distruzione dei valori della famiglia. Come chiaramente dimostrato da quei Paesi europei che hanno attuato politiche “family friendly” (tra cui misure di welfare a sostegno delle madri lavoratrici) che hanno ridotto l’incompatibilità tra il lavoro e la cura dei figli e hanno visto aumentare i tassi di occupazione femminile di pari passo con quelli della natalità infantile: donne, lavoro e cura dei figli non sono concetti incompatibili, e non soltanto perché sostenere il contrario non sarebbe “politically correct” e andrebbe contro tutti i valori di uguaglianza sostenuti dal nostro Paese e dall’Europa Unita, ma anche perché in tempi di crisi in cui il sistema Italia deve ripensare alle proprie risorse per gestirle al meglio, persistere in atteggiamenti discriminatori verso le donne sarebbe un grave errore strategico da parte dei cittadini e delle istituzioni.

www.coordinamentodonnerimini.org

CORSI DI INFORMATICA PRESSO LO SPORTELLO DONNA

VI SEGNALIAMO QUESTA INTERESSANTE INIZIATIVA DELLO SPORTELLO DONNA DI CHIOGGIA 

 

Lo Sportello Donna  di Chioggia organizzerà per il mese di Marzo una serie di mini-corsi di informatica base rivolti ad un massimo di 20 utenti (i corsi saranno 4 quante le settimane del mese di marzo, ogni corso occuperà 3 mattine e 5 donne

Sportello Donna – Chioggia
lunedì  15.00-18.00
mercoledì  10.00-15.00
venerdì  9.00-15.00
tel 041.401733

Il Nido in famiglia: un’opportunità di lavoro per le donne di Chioggia

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Il Nido in famiglia: un’opportunità di lavoro per le donne di Chioggia

 

Venerdì 20 febbraio 2009 alle ore 17.30

Sala Consiglio Comunale Chioggia

 

 

parliamone con:

Maria Grazia Marangon
Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Chioggia


Laura Nardini
Responsabile dell’Ufficio Politiche e coordinamento
Piani e Programmi per la famiglia Regione del Veneto

Giovanna Galifi
Consigliera di Parità Supplente provincia Belluno

Testimonianza di un organizzatore e
di una collaboratrice educativa:
Come si apre un Nido in famiglia


modera:
Giulia Penzo
del Comitato Donne di Chioggia

 

 

 

fonte : http://www.venetoperlafamiglia.net

….per  iniziativa della Regione del Veneto – Assessorato alle Politiche Sociali Programmazione Socio Sanitaria Volontariato e Non Profit – Direzione Servizi Sociali – Servizio Famiglia

con deliberazione di Giunta Regionale n. 674/08

è  nato il NIDO IN FAMIGLIA:

servizio che si svolge in casa accogliendo massimo n. 6 bambini di età compresa tra a 0 e 3 anni.

Il sistema regionale dei servizi alla prima infanzia che interessa i bambini fino ai 3 anni d’età, include tra le altre tipologie anche il  nido in famiglia che accoglie i bambini in una casa appositamente organizzata.

Chi si occupa dei bambini, assicurando loro cure familiari, inclusi i pasti e la nanna, secondo criteri e modi di lavoro consapevoli degli obiettivi sociali ed educativi, sono direttamente i”collaboratori educativi“.

La casa -civile abitazione- è il luogo, appositamente allestito e in regola con le norme di sicurezza,  in cui il bambino viene accolto per vivere serenamente la quotidianità, socializzando in esperienza con altri bambini .

Nella casa il bambino è accudito dalla collaboratrice educativa  che ha partecipato ad un corso di qualificazione specifico per poter svolgere l’attività ed è tuttora inserita in un sistema di coordinamento, controllo e aggiornamento per assicurare l’adeguata conduzione del servizio  nido in famiglia.

La collaboratrice educativa accudisce ed educa, presso la propria o altrui abitazione, massimo n. 6 bambini contemporaneamente, dii età compresa tra a 0 e 3 anni, 

I collaboratori educativi  fanno riferimento ad un organizzatore.

L’organizzatore è una persona con determinati titoli che approfondisce una apposita preparazione per svolgere le funzioni di organizzatore, promotore, verificatore, tutoraggio, mediatore in relazione ai Nidi in Famiglia.

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RICHIESTA RITIRO PUBBLICITA’ VIOLENTA

1233684902447_70.jpgCOMUNICATO STAMPA

 

Oggetto:campagna pubblicitaria Relish

 

In questo giorni purtroppo vediamo campeggiare nei muri della nostra città la campagna pubblicitaria del gruppo Relish srl, in cui si vedono due poliziotti che perquisiscono due donne vestite con abiti succinti in maniera  che non lascia spazio a dubbi sulla violenza del gesto.

E’ una campagna pubblicitaria che sia il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino sia  il Sindaco di Padova Flavio Zanonato hanno oscurato nella propria città perché veicola in modo esplicito un messaggio contrastante  con il lavoro svolto da associazioni, centri antiviolenza e organismi di parità per la lotta alla violenza sulle donne.

E’ per questo che chiediamo come comitato donne    di Chioggia al Sindaco e al Consiglio Comunale di esprimersi su una questione così importante e di  attivarsi a breve per far rimuovere dalla  nostra città quei cartelloni offensivi della dignità della donna, per evitare che quel messaggio diventi anche un mezzo per giustificare azioni violente nei confronti delle donne.

 Valentina Agatea, Giulia Penzo

Comitato donne di Chioggia

Partecipazione a Radio Clodia

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Giulia Penzo e Valentina Agatea del Comitato donne saranno presenti lunedì 9 febbraio dalle ore 8 alle ore 9 a Radio Clodia – frequenza 103.6  per discutere del convegno sul  Corpo delle donne e per anticipare alcune
informazioni sul Convegno del 20 febbraio che riguarderà il Nido in
famiglia, un servizio della Regione del Veneto che può essere occasione di
lavoro per le donne di Chioggia; si parlerà, inoltre, di violenza alle
donne, alla luce dei recenti casi di stupro avvenuti in Italia.
Intrverrà in trasmissione anche l’assessore Maria Grazia Marangon.
Durante l’intera durata della trasmissione tutte le persone interessate
potranno intervenire sugli argomenti trattati, con Giulia e Valentina che
cercheranno
di rispondere e dialogare con quanti volessero portare il loro contributo
alla discussione.