PER UNA PRESENZA PARITARIA

d8b854c2174f397a6c4a6e94a2df3478.jpgSI COMUNICA CHE:

LUNEDì 30 GIUGNO ALLE ORE 17.00 è CONVOCATO IL CONSIGLIO COMUNALE E AL PUNTO 9 SARA’ IN DISCUSSIONE LA PROPOSTA DI DELIBERA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLO STATUTO AGLI ARTT. 5 E 25, PER LA PRESENZA PARITARIA DI UOMINI E DONNE IN GIUNTA E NEGLI ORGANISMI DIPENDENTI DAL COMUNE.

 

DI SEGUITO IL TESTO DELLA MODIFICA:

1.      Di modificare gli art 5 e 25 del vigente Statuto comunale come segue:

la lettera d) del secondo comma dell’art. 5 viene così sostituita:

d) attuare specifiche azioni positive volte ad evitare la discriminazione a carico delle donne e perseguire altresì, nei limiti consentiti dalla legge, la presenza paritaria di uomini e donne, comunque non inferiore ad un terzo, negli organi od organismi collegiali di governo, di indirizzo, controllo e supporto del Comune e degli Enti, Aziende ed Istituzioni da questo interamente dipendenti”.

Al 1 comma dell’art.25 viene aggiunto il seguente periodo:

Nel perseguire la rappresentanza paritaria di uomini e donne, in base al dettato dell’art.51 della Costituzione Italiana e successive integrazioni, la presenza di ciascun sesso non potrà essere inferiore ad un terzo dei componenti in carica”.

 

A lunedì,

 

Il Comitato Donne di Chioggia

UNA RIFLESSIONE: DALL’UDI NAZIONALE

Pubblichiamo questa importante riflessione dell’UDI sede nazionale, che condividiamo  pienamente, dopo la risoluzione dell’ONU che definisce lo stupro come arma di guerra

Per la risoluzione col testo completo originale in inglese andare all’indirizzo del sito dell’ONU http://www.un.org/Docs/sc/unsc_resolutions08.htm e cliccare su risoluzione 1820 del 2008, dal titolo  “Women and peace and security”

OPPURE CLICCATE SULLA LISTA A FIANCO SU RISOLUZIONE ONU 1820.

                                                             

 

 

 

 

 

 UDI – Unione Donne in Italia  

Comunicato Sede nazionale

ONU- LO STUPRO E’ GUERRA Le donne, tutte le donne, sanno che la guerra non può essere resa meno cattiva. Tutte le donne sanno di essere in guerra per il dominio violento sulle loro vite. Non sempre la chiamano guerra, ma ne sentono la minaccia e la presenza, come del resto lo sanno quelle stesse donne che in cambio di una loro posizione privilegiata se ne rendono complici. Anche gli uomini lo sanno. Ciononostante le guerre vengono fatte perché gli uomini le vogliono. Anche quelle non mai dichiarate, come quella che sono delegati a combattere a salvaguardia dell’ordine precostituito. Alla risoluzione dell’ONU del 19 Giugno non si è giunti per slancio, ma per un’azione mondiale di donne che sanno e dicono. Il mondo ha un debito incalcolabile verso le donne ed a loro, protagoniste o no che siano dei singoli episodi, nulla è regalato. 

La decisione unanime del Consiglio di Sicurezza condanna lo stupro e lo definisce come una tattica di guerra e una minaccia alla sicurezza internazionale. La Corte penale internazionale de L’Aja (Cpi), chiede «a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato». L’osservazione, fin troppo facile, su come le risoluzioni prese dall’ONU, anche quando individuano supervisori e monitoraggi, siano spesso disattese e di valore limitato nelle vite dei governi, non deve far ripiegare su una vanificazione che renda inutile ed ininfluente il lavoro e la “donazione di competenze” che hanno portato ad una  presa d’atto a livello internazionale.

 

La formulazione del consiglio di sicurezza dice chiaramente che lo stupro è atto di guerra, e non dice “solo” nella guerra, e questo rispecchia la realtà del vissuto di quotidiano che ha condotto un genere intero a vivere in difesa, a vivere moderate dalla minaccia fattasi ambientale per la connivenza e la determinazione “dell’agire condiviso”. Ci domandiamo quindi se le donne che hanno resa stringente la pressione che ha portato alla Risoluzione 1820, siano disposte ad ostacolare le solite interruzioni politiche, che si rivelano poi provvidenziali ad armare crociate per altri fini. Lo abbiamo detto, c’è una guerra contro le donne e il suo teatro è ovunque. I nostri commentatori si sono concentrati sulla parola guerra per quello che ne conoscono, ed hanno prevedibilmente sottolineato che lo stupro in guerra mortifica anche gli uomini, che l’offesa arrecata ad una donna è grave perché è un atto simbolico contro i popoli. Peccato che ci sia la carne di mezzo. Noi siamo la carne e la guerra la combattiamo anche dopo i trattati di pace. Ci sono altre risoluzioni che prevedono la vincolante partecipazione delle donne nelle risoluzioni delle controversie internazionali, che dicono che i diritti delle donne sono diritti umani: grandi pronunciamenti e piccoli risultati che rendono esplicite le contraddizioni strutturali che, se affrontate e contrastate dai governi, renderebbero l’Onu un semplice retaggio della passata barbarie. Non possiamo perciò oggi che interrogare, accontentandoci in modo strategico, i nostri Governi – qui ed ora – sull’identità e sul perseguimento di chi ha usato la fame, sotto copertura delle o.n.g., per violentare le donne e i loro figli, di chi prostituisce sistematicamente  al seguito degli eserciti e le forze di pace armate.

 

Non possiamo che interrogare l’ONU stessa per lo stesso motivo sui suoi Caschi Blu, e poi sulle protezioni che non vorremmo mai fossero ghetti per le potenziali vittime. Per la nostra guerra quotidiana, quella del femminicidio in tempi di pace, sappiamo che più che mai è affare della Nazione di donne, che non è la sedicesima del consiglio dei quindici.  

 

                                                                  

 

                                                                                                   

 

Roma, 24/06/08 www.udinazionale.org  udinazionale@gmail.com  tel 06 6865884

lo stupro come arma di guerra: risoluzione ONU

I Quindici hanno approvato all’unanimità la risoluzione che prevede
azioni repressive contro i responsabili delle violenze contro le donne

Onu, il Consiglio di Sicurezza:
lo stupro è come arma di guerra

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Condoleezza Rice con il ministro degli Esteri del Burkina Faso Djibril Bassole

 

NEW YORK – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna, nei termini più forti, l’uso dello stupro come arma di guerra, minacciando azioni repressive contro i responsabili delle violenze contro le donne. I Quindici, raccogliendo la proposta degli Stati Uniti, hanno approvato all’unanimità la risoluzione 1820, sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l’Italia. I lavori del Consiglio sono stati presieduti dal segretario di Stato Usa Condoleezza Rice.

Il testo, minacciando indirettamente di portare i colpevoli di fronte alla Corte penale internazionale de L’Aja (Cpi), chiede “a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata della violenza sessuale contro i civili, con effetto immediato”.

La risoluzione, definita dall’organizzazione non governativa Human Rights Watch un “atto storico”, chiede al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon di preparare un rapporto (che verrà pubblicato entro dodici mesi dall’approvazione) per individuare “i conflitti armati dove la violenza sessuale è stata usata ampiamente o sistematicamente contro i civili”.

A margine delle discussioni sulla risoluzione contro gli stupri in guerra, la Rice aveva partecipato anche ad una riunione informale sulla situazione in Zimbabwe, dove è stata espressa profonda preoccupazione per il prossimo ballottaggio presidenziale del 27 giugno. “Con le sue azioni il regime del presidente Robert Mugabe ha abbandonato ogni pretesa che le elezioni del 27 giugno potranno procedere in maniera equa e libera”, aveva detto il segretario di Stato Usa.


Il Belgio ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza si riunisca sullo Zimbabwe nei prossimi giorni. Ma l’ambasciatore Usa all’Onu Zalmay Khalilzad, in qualità di presidente di turno dei Quindici, ha detto che il Consiglio è diviso sulla richiesta del dibattito.

(20 giugno 2008)

fonte: www.repubblica.it

 

una task force per la pillola del giorno dopo

Dall’Assemblea 194 questa interessante notizia:

 

Pillola del giorno dopo, scavalcata l’ostilità dei medici obiettori
giovedì 12 giugno 2008

Roma e Milano, attivato un servizio di medici volontari che prescriveranno la pillola

L’Associazione Vita di Donna, in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, ha raggruppato 30 medici disposti a prescrivere la pillola del giorno dopo dalle 9 alle 19 tutti i giorni, feriali, festivi, e il sabato notte.

Una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo?
Se sei a Roma o a Milano, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
A Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.

fonti:
http://www.vitadidonna.org/politica/politica/pillola-del-giorno-dopo-scavalcata-l-ostilit-dei-medici-obiettori.html
http://www.lucacoscioni.it/sos_pillola_del_giorno_dopo

SPORT AGAINST VIOLENCE

Un’iniziativa bellissima!  

COMUNICATO STAMPA

   Sotto l’Alto Patronato della Repubblica Italiana   1^ EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE   “SPORT AGAINST VIOLENCE”   in collaborazione con   SOLIDEA e DONNATV (www.donnatv.it )   7 e 8 giugno 2008 Stadio delle Terme di Caracalla  

     E’ stata presentata oggi, presso la sede della Provincia di Roma, la 1^ edizione di “SPORT AGAINST VIOLENCE”, la manifestazione organizzata dalla Onlus Nessuno Tocchi le Donne e dal Gruppo Sportivo Baghdad Marathon, in collaborazione con l’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport), per denunciare ogni forma di violenza attraverso la pratica sportiva.   Come hanno dichiarato gli organizzatori Mauro Bonfigli e Nicola Visconti – presidenti rispettivamente di Nessuno Tocchi le Donne e G.S. Baghdad Marathon – l’iniziativa, completamente gratuita, si pone l’obiettivo di legare lo sport ai grandi temi sociali come la violenza domestica sulle donne, la guerra, la difesa dei diritti umani, rivolgendosi direttamente ai cittadini, alle istituzioni, alle scuole, al mondo del fitness e alle  associazioni sportivo-dilettantistiche per richiamare la loro attenzione a sostegno di tali tematiche.   “SPORT AGAINST VIOLENCE” ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Roma, della Regione Lazio, del Comune di Roma, del Municipio Roma I Centro storico, di Agensport Lazio, del Comitato Provinciale Coni di Roma e del Club del Marketing della Comunicazione e gli interventi in conferenza stampa di Maria Grazia Passuello, presidente di Solidea (Istituzione di genere femminile e di solidarietà della Provincia di Roma) e di Enzo Foschi, vice presidente della Commissione Sport della Regione Lazio testimoniano la condivisione completa delle istituzioni locali alle finalità espresse dalla manifestazione che si terrà  allo stadio delle Terme di Caracalla. Quella del 7 e 8 giugno sarà, infatti, l’occasione concreta per coniugare prestazioni sportive di atleti professionisti e dilettanti con la diffusione dei principi di pace, non violenza e rispetto per la dignità e la vita delle donne. “Le istituzioni hanno il dovere di sostenere iniziative del genere” ha dichiarato Luisa Laurelli, presidente della Commissione Sicurezza della Regione Lazio “per cominciare a scardinare gli stereotipi  che continuano a perpetrarsi intorno alla famiglia come mero luogo di serenità. Come politici abbiamo il dovere di interrograrci su come i rapporti all’interno delle famiglie siano complessi e dobbiamo fornire risposte adeguate per evitare che le donne vittime di molestie e persecuzioni mostrino ancora difficoltà nel denunciare queste violenze”.   A questo scopo verrà allestito un corner che ospiterà materiale informativo sulle attività di Solidea, sulla campagna di Amnesty International contro la violenza sulle donne e su Donna Tv, la prima web tv femminile dedicata alle pari opportunità.
Il responsabile dei rapporti bilaterali Italia Iraq dell’Ambasciata,
Ali sh Hachem, ha sottolineato l’interesse nei confronti del progetto del Gruppo Sportivo Baghdad Marathon di riuscire un giorno a portare la maratona nella capitale irachena. Preziosa, a tale proposito, la collaborazione dell’Ambasciata a organizzare una serie di iniziative, dall’arte alla gastronomia, che permetteranno di focalizzare l’attenzione su un paese così ricco di cultura e tradizioni millenarie, orribilmente dilaniato dalla guerra.   A testimoniare la concretezza dell’iniziativa, la psicologa della Onlus Nessuno Tocchi le Donne, Michela Bambini, ha introdotto il tema del supporto psicologico che verrà assicurato tramite seminari e sedute individuali alle donne che ne faranno richiesta per favorire la presa di coscienza del problema e aiutarle nella costruzione di un nuovo percorso di vita. Nella due giorni allo stadio di Caracalla, posizionato all’ingresso presso Largo delle Vittime del Terrorismo, sarà presente il Camper NTD “Accoglienza & Informazione” con un pool di psicologhe/i, mediatrici culturali e counselor .  c0239c7c1a2764c4e3a8b2144550bc2f.gif Eleonora Selvi, direttrice di Donna Tv, la prima web tv dedicata alle pari opportunità, ha i ricordato i numeri allarmanti delle violenze subite dalle donne.  I dati Istat presentati nel mese di febbraio 2007 stimano in 6 milioni 743 mila le donne tra i 16 e 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Secondo l’ONU, la violenza sulle donne nel mondo è la principale causa di morte o invalidità permanente. Tali cifre devono necessariamente spingere a una riflessione profonda finalizzata alla costruzione di una cultura differente nei riguardi di questa tematica. L’ambito sportivo che questa manifestazione va a toccare, tendenzialmente maschile, può rappresentare quel  tramite necessario per iniziare un percorso di crescita e sensibilizzazione che rivaluti la dignità e il valore delle donne.   Anche se impegnata con la Giunta, l’Assessore allo Sport della Provincia di Roma, Patrizia Prestipino, ha voluto testimoniare il suo appoggio dichiarando che “Come donna e come assessore allo Sport della Provincia di Roma non posso che guardare con entusiasmo alla prima edizione della “Sport against violence”, una manifestazione che permette di accendere i riflettori su questioni che troppo spesso restano in ombra coniugandole alla funzione sociale dello sport. La Provincia di Roma intende continuare a promuovere iniziative che abbiano come protagonisti la persona e i suoi diritti inviolabili”.  

 La manifestazione prevede:   FESTIVAL DELLA CULTURA IRACHENA   ·         Mostra sulla storia e le origini dell’Iraq attraverso disegni, foto, descrizioni ·         Mostra di opere descrittive sulla situazione in Iraq realizzate da pittori iracheni residenti in Italia (tra cui Lateef Etawi) ·         Mostra sulle origini della scrittura araba dell’artista e giornalista Saad Hussin  ·         Spettacolo teatrale di Yousif Latif Jaralla, artista di strada (cantastorie) che narra la vita e la cultura irachena ·         Degustazione gratuita di pietanze arabe  

CORNER DI SOLIDARIETA’ ·         Stand che ospiterà postazioni di Solidea, Amnesty International, Nessuno Tocchi le Donne e Gruppo Sportivo Baghdad Marathon ·         DonnaTV (www.donnatv.it) ·         Workshop counseling    

06b7660466b81f58c0b21db1959549c6.jpgSPORT IN CAMPO   Atletica Gare di atletica per bambini: scuole elementari (50m – 400m – salto in lungo) e scuole medie (60m – 600m – vortex)             Staffetta 100×1000 femminile (Trofeo Baghdad Marathon) Gare in pista amatori 100m Gare in pista amatori 400m Gare in pista amatori 5×1000 (Staffetta a squadre) Gare in pista amatori 3000m   Calcio Quadrangolare “FAI GOL! DAI UN CALCIO ALLA VIOLENZA”, organizzato e coordinato dal Gruppo Sportivo Vigili Urbani di Roma. Il torneo amichevole riservato alla categoria PICCOLI AMICI, bambine e bambini tesserati con la propria società per la stagione in corso (F.I.G.C. o ente di promozione sportiva), nati dal 1° gennaio 1999 al compimento dell’8° anno di età  

Scherma
Sarà allestita una pedana su cui tutti potranno cimentarsi assistiti da istruttori  

Ginnastica artistica
Sarà allestito un palco dove si terrà un saggio di ginnastica artistica di alcune società sportive romane. Durante la giornata di sabato chiunque potrà effettuare prove con gli insegnanti presenti
 

Tiro con l’arco Sarà allestito un campo di tiro con l’arco e il pubblico potrà provare sotto la guida di istruttori della Federazione Italiana Tiro con l’arco  

Hockey su prato Sarà allestito un campo 10×15 m su cui ci si potrà cimentare con l’aiuto di istruttori della  Federazione Italiana Hockey sia il sabato che la domenica  

Walking, Nordic Walking e Archeo Walking Saranno presenti Istruttori certificati della Walking Center Italia. Sarà possibile provare il fitwalking e il nordic walking sia il sabato che la domenica. Visite guidate con archeologa, la domenica    

Rugby Sabato 7 giugno la squadra Roma Rugby Under 13 disputerà brevi partite dimostrative e sessioni aperte a tutti fino a domenica mattina    

PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLA MANIFESTAZIONE
(la partecipazione a tutti gli appuntamenti è completamente gratuita)
    Sabato 7 giugno: apertura ore 10.00 – chiusura ore 24.00   Ore 10.00 I° Edizione Quadrangolare Calcio A5 “PICCOLI AMICI – FAI GOL! DAI UN CALCIO ALLA VIOLENZA” Ore 11.00 Saggio di Ginnastica Artistica – a seguire dimostrazione libere Ore 13.30 Premiazione quadrangolare  Ore 14.30 Iscrizione gare di atletica per bambini Ore 15.30 Inizio gare di atletica per bambini: scuole elementari – (50m – 400m – salto in lungo) scuole medie –  (60m – 600m – vortex)             Ore 17.30 Lezioni gratuite di danza del ventre a cura del Centro Masir Ore 18.30 Termine gare di atletica per bambini e premiazioni Serata Irachena: Dalle ore 19.00 Mostra dell’artista e Giornalista Saad Hussin                           Mostra del Pittore Lateef Etawi Ore 20.00 Piccola degustazione di cucina araba Ore 21.00 Spettacolo teatrale curato da Yousif Latif Jaralla Ore 23.00 Esibizione danza del ventre a cura del Centro Masir   Domenica 8 Giugno apertura ore 10.00 – chiusura ore 21.00   Ore 10.00 partenza gare in pista amatori 100m Ore 10.00 partenza Archeo Walking Guide – I° Gruppo 30 partecipanti massimo – (visita guidata con Archeologa partenza Stadio delle Terme, Circo Massimo, Palatino, Celio, via di S.Gregorio, Arco di Costantino, Colosseo) Ore 11.00 partenza gare in pista amatori 400m Ore 12.00 partenza staffetta 100×1000 femminile (Trofeo Baghdad Marathon) Ore 12.00 partenza Archeo Walking Guide – II° Gruppo 30 partecipanti massimo – (visita guidata con Archeologa partenza Stadio delle Terme, Circo Massimo, Palatino, Celio, via di S.Gregorio, Arco di Costantino, Colosseo) Ore 15.00 partenza Archeo Walking Guide – III° Gruppo 30 partecipanti massimo – (visita guidata con Archeologa partenza Stadio delle Terme, Circo Massimo, Palatino, Celio, via di S.Gregorio, Arco di Costantino, Colosseo) Ore 16.00 partenza gare in pista amatori 5×1000 (Staffetta a squadre) Ore 17.00 partenza gare in pista amatori 3000m Ore 17.30 Lezioni gratuite di danza orientale a cura del Centro Masir Ore 18.30 Esibizione danza del ventre a cura del Centro Masir         “Sport Against Violence” Comunicazione e relazioni esterne Francesca Cellamare Mobile: +39 3473313926 E-mail: fcellamare@hotmail.com

TAGLIO DELL’ICI? CON I SOLDI PER LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Taglio dell’Ici? Con i soldi per la violenza alle donne

mara carfagna ministro pari opportunità
Il ministro Carfagna

Alla faccia della sicurezza. Nell’era del Berlusconi IV, non paghi la tassa sulla prima casa ma, se sei una donna, devi sperare che non ti capiti mai nulla. L’ultima trovata del governo è una delle più vergognose. Spulciando i complicati numeri relativi alle misure finanziarie per il taglio dell’Ici si scopre infatti che tra i capitoli di spesa tagliati per recuperare soldi c’è pure il Fondo per le donne vittime di violenza. Lo aveva istituito Prodi nell’ultima finanziaria: 20 milioni di euro destinati al sostegno delle vittime e alla prevenzione.

Insorgono le parlamentari dell’opposizione e le associazioni di difesa delle donne. Telefono Rosa, storica rete di salvataggio per le donne che hanno subito violenze dentro e fuori le mura di casa, è indignata: «Questa decisione è infamante – tuona la presidente Gabriella Carnieri Moscatelli – Mi sento di dire, come già ha detto qualcuno, che siamo di fronte al funerale delle donne visto che le risorse che dovrebbero finanziare i diritti di chi subisce uno dei crimini più orrendi, appunto lo stupro, vanno per l’Ici, a vantaggio magari di proprietari che vanno in giro con una Maserati o una Ferrari».

Arcidonna denuncia questa «vergognosa mossa finanziaria che offende i milioni di donne che nel corso della loro vita hanno subito violenze. Da un lato – ricorda la presidente Valeria Ajovalasit – si proclama la tolleranza zero per reprimere le violenze, dall’altro si vanificano gli sforzi di chi opera sul territorio per contrastare concretamente questo fenomeno, che, voglio ricordare, riguarda solo in minima parte i crimini commessi dai migranti: è all’interno della famiglia, infatti, che avviene la stragrande maggioranza delle violenze sulle donne».

Il coro è tutto rivolto al neo ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. «Vorrei capire cosa intende fare», si chiede Vittoria Franco, ministra ombra delle Pari Opportunità. «Appare comunque chiara – aggiunge – la visione del governo Berlusconi su questa questione. Si vuole ricondurre il problema della violenza contro le donne all’immigrazione, quando il fenomeno è molto più complesso e riguarda per lo più la violenza familiare».

La Carfagna ha già risposto, ma non convince: «A dispetto dei polveroni della sinistra, che guarda più alla forma che alla sostanza, sarà mia cura fare in modo che questa normativa ed i fondi, che ad essa verranno collegati, si traduca in azioni concrete per le donne».

Guardando alla sostanza, interviene l’ex ministro Barbara Pollastrini, che fortemente volle quel Fondo. I tagli, ricorda, non consentirebbero più l’esistenza «dei numeri verdi, dell’informazione a quante si sentono minacciate, dei centri antiviolenza, delle case per le donne maltrattate e offese, del monitoraggio delle molestie».

fonte:http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75874