Rapporto del ministero di Giustizia sulla legge 194

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U.E. – ITALIA
Rapporto del ministero di Giustizia sulla legge 194

21 Marzo 2008

 

L’eta’ delle minorenni che richiedono l’aborto senza il consenso dei genitori e’ sempre piu’ bassa, e il loro numero rimane di ‘dimensioni preoccupanti’. E’ quanto emerge dall’ultima relazione al Parlamento del ministero della Giustizia sulla legge 194, che pone anche l’attenzione sul fenomeno degli aborti clandestini ed evidenzia come l’81% delle persone coinvolte nei procedimenti penali non siano medici.
In particolare, sul fronte delle violazioni penali della legge 194, i dati contenuti nella relazione mostrano un fenomeno di ridotte proporzioni. Per quanto riguarda gli aborti clandestini, i procedimenti penali iscritti presso le procure sono stati 41 nel 2007, meno del 2006 (56), ma comunque superiori al 1995 quando erano stati 26. Chi pratica aborti clandestini ha una bassa propensione ad associarsi, si tratta al massimo di una-due persone, anche se in alcuni anni sono state individuate delle ‘associazioni di consistenti dimensioni’.
Ad esempio, i procedimenti penali con piu’ di tre persone iscritte sono stati tre nel 1999, con un numero medio di persone coinvolte di 20,3, uno solo nel 2005 con 62 persone (poi concluso con l’archiviazione), e due nel 2007 con 11 persone in media. Cala il numero dei medici (17% nel 2007 contro il 37% del 1997) e paramedici (2% contro 5% nel 1997) coinvolti, mentre aumenta la quota di altri professionisti (81% contro il 58%) non meglio definiti. Nella maggior parte dei casi (60% in media, e 73% nel 2007) il tutto si conclude con un decreto di archiviazione. Consistente la presenza di stranieri, che hanno rappresentato nel 2007 il 23,1% del numero totale di persone iscritte presso la procura. Dato che aumenta di molto per i reati dolosi previsti agli articoli 18 (aborto senza consenso della donna) e 19 (aborto clandestino), arrivando ad essere il 50%, di cui l’8.2% albanesi e il 9,1% nigeriani.
L’altro fronte allarmante, secondo la relazione, riguarda le minorenni. L’eta’ di chi richiede l’aborto senza il consenso dei genitori e’ infatti sempre piu’ bassa. I dati, che in questo caso arrivano fino al 2005, riportano infatti un aumento delle ragazze con meno di 14 anni, passate dallo 0,5% del 1995 all’1,2% del 2005. La maggior parte delle richieste arriva comunque dalle diciassettenni (50,2% nel 2005), seguite dalle sedicenni (30,3%), quindicenni (14,1%) e quattordicenni (4,2%).
In totale, quindi, l’eta’ media e’ calata, passando dai 17 anni del 1995 ai 16 anni e 9 mesi del 2005. Si chiede l’aborto per motivi psicologici (65%) e socio-economici (33,7%). Molte ragazze maturano questa decisione in un ambiente desolante, ma non mancano le giovani di ‘buona famiglia’, che abortiscono per un senso di rifiuto verso il figlio.
Il numero di aborti autorizzati dal giudice per le minori, senza l’assenso dei genitori, rimane di ‘dimensioni preoccupanti’, con una media di 1.330 richieste l’anno e 1.426 nel 2007. L’area maggiormente interessata rimane il Nord (45% richieste nel 2007) e numerose sono le richieste provenienti da minori straniere.
Segnalato da Rete DPI

BLOG DEL GIORNO

RINGRAZIAMO LA REDAZIONE PER LA SCELTA DEL NOSTRO BLOG COME BLOG DEL GIORNO:

 

 

 

 il Blog COMITATO DONNE DI CHIOGGIA
(http://comitatodonnedichioggia.myblog.it/) è stato scelto come Blog del
Giorno dalla Redazione di Alice.

Per tutta la giornata di oggi il Blog sarà visibile in homepage
http://blog.alice.it, e nella pagina http://blog.alice.it/blog_giorno.html .

Mandateci pure le vostre iniziative e i vostri approfondimenti che cercheremo per quanto ci sarà possibile di inserire nel nostro blog.

Un bacione a tutt*, sperando che questi giorni per tutti siano stati comunque giorni di felicità 

un po’ di articoli sull’obiezione di coscienza

Aborto, scontro tra don Gallo e la Cei: “Gli obiettori medici a metà”
19/03/2008 ore 09:56
Aborto, scontro tra don Gallo e la Cei: "Gli obiettori medici a metà" E’ scontro tra Don Gallo e i vescovi italiani sugli aborti. ‘Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo, non dà al paziente una risposta completa. Io capisco il dramma del dottor Rossi. Si è trovato di fronte a situazioni molto difficili”: lo ha detto Don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto, prete di strada noto per le sue prese di posizione a volte considerate ‘scomode’ all’interno della Chiesa Cattolica. Don Gallo invita tutti a sedersi attorno ad un tavolo e a ragionare “con umiltà” senza dimenticare che “al centro di tutto rimane il principio dell’autodeterminazione della donna” e che “la legge 194 è passata attraverso un referendum”. E a monsignor Giuseppe Betori, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, che ha parlato di “mentalità abortista senza confini”, don Gallo risponde affermando che “la Chiesa è responsabile della non educazione sessuale”. “Buttiamo via pregiudizi ed ipocrisie – afferma don Gallo – e chiediamoci, chi l’ha creato questo clima?”. “Sembra che al di fuori dell’etica cattolica non possa esistere alcuna etica, questo non può reggere” dice ancora il prete dei deboli. Il suo invito è invece ad “approfondire meglio quello che è la solidarietà , l’ascolto e l’arte del dialogo

dal  sito: http://www.primocanale.it/news.php?id=28998

 

 

 

 

Vi inseriamo un altro articolo interessante segnalatoci da Assemblea194:

 

Aborto: consulta bioetica, abolire l’obiezione di coscienza


19/03/2008

Riformare subito la legge 194 per garantire maggiore liberta’ alla donna. Questa la richiesta del Presidente Consulta di Bioetica (una associazione privata da non confondersi con il Comitato nazionale di bioetica), Maurizio Mori. ”Ha dell’incredibile la dichiarazione del segretario della Cei monsignor Betori – afferma Mori in una nota – che attribuisce gli eventi come quelli accaduti recentemente a Genova a una mentalita’ abortista senza confini. Il problema vero e’ che in Italia non si riesce ad adeguare la legge alle nuove esigenze sociali”.
In particolare, la Consulta di Bioetica ritiene che ”le cause principali della diffusione dell’aborto al di fuori della legge 194 vanno ricercate nelle lungaggini burocratiche e nel clima culturale che non assicura alla donna garanzie di riservatezza. Non si puo’ pensare che le donne si affidino alle strutture pubbliche quando non hanno la certezza della privacy, sia al momento presente che futuro. Per questo gli ospedali devono trovare soluzioni che garantiscano riservatezza e bisogna evitare quanto gia’ troppe volte accaduto, ossia che dopo vari anni si aprano inchieste per controllare presunte irregolarita’ che mettono a repentaglio la privacy”.
Per superare la situazione attuale e’ necessario, secondo la Consulta di Bioetica, ”rivedere la 194 su due punti: togliere l’obiezione di coscienza in modo da aumentare il numero di medici e rendere meno onerose le pratiche burocratiche. L’obiezione di coscienza andava bene trenta anni fa’ nella situazione in cui molti medici, gia’ ormai avanti nella loro carriera, si erano venuti a trovare, quasi all’improvviso, di fronte ad una pratica del tutto imprevista. In quella situazione era giustificabile l’obiezione di coscienza per garantire la serenita’ di questi operatori sanitari. Da anni, invece, chi intraprende una professione medica e sanitaria sa che tra i compiti della sanita’ pubblica vi e’ anche quello di rispettare la volonta’ della donna in merito al controllo della fertilita’; per cui non si giustifica piu’ l’obiezione di coscienza che di fatto e’ diventata un comodo alibi per evitare difficolta’ e impegni; garantire in modo preciso la riservatezza della donna. Queste proposte – conclude la nota di Mori – sembrano in linea con quanto suggerito dal Consiglio d’Europa che a larga maggioranza ha messo all’ordine del giorno un documento in cui si chiede che sia facilitata, in tutta Europa, la liberta’ della donna di decidere circa l’interruzione della gravidanza”.

http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=91310

sit in a Padova

be32bd341882ddd6f45050283b5fbe07.jpgDomenica 16 marzo alle 19.00 eravamo a Padova al sit in davanti Palazzo Moroni.

 

Occasione: la presentazione della lista elettorale di G. Ferrara a Palazzo Moroni prevista per le 20.30.

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C’erano tantissime donne: tutta la piazza ne era piena.  Le ragazze, sedute per terra, battevano con i cucchiai sulle pentole e facevano volare i palloncini rosa.

Alcune e mail, qualche telefonata e donne provenienti anche da altre città sono arrivate a Padova per unirsi alle donne padovane per esprimere la propria libertà, con la consapevolezza di poter decidere sulla propria vita e non solo sul proprio corpo. 

Ferrara, con la sua campagna elettorale, è diventato il simbolo dell’imposizione con la forza, dell’esclusione del dialogo e dell’appiattimento del desiderio: è per questo motivo  che si è organizzato il sit in, per non lasciargli lo spazio, almeno simbolico, di parola (slogan: Ferrara, sei inconcepibile!). 

C’era tanta allegria, musica: il piacere di guardare negli occhi delle persone la stessa gioia di condivisione di ideali… e9f30cfea6fa201d2a0fb071c103f81e.jpgcontro l’ipocrisia.

I giornalisti, il giorno dopo,  hanno parlato di donne femministe, come se il termine”femminista” fosse l’equivalente di “donna esaltata”: eravamo solo donne di qualsiasi età, anche semplici cittadine che si sono ritrovate a cantare e a gridare insieme “libertà” e “autodeterminazione”. 

Quando è arrivato Ferrara noi donne di Chioggia ce n’eravamo già andate via. Poi la mattina abbiamo letto sui giornali che qualcuno ha cercato di rompere il cordone di protezione della polizia: assurdo e impossibile a meno che uno non avesse voluto immolarsi come vittima sacrificale, visto l’alto numero di poliziotti vestiti con equipaggiamento antisommossa.

In realtà sono stati alcuni uomini  che hanno cercato di entrare a Palazzo Moroni ma che poi sono stati velocemente allontanati dalle organizzatrici del sit in, che hanno continuato la manifestazione finché non se ne sono andati anche i partecipanti alla serata di Ferrara.

Alla prossima,

per vedere il video della manifestazione:

 http://it.youtube.com/watch?v=P9JBgmx7SXk

foto di Maria Marsiglio

Grande delusione, ma non demordiamo…ed oggi TUTTE a Padova

Grande delusione per il Comitato: il Consiglio comunale di venerdì 14 è stato rinviato e il primo cittadino non si è fatto trovare presso il suo ufficio. Abbiamo comunque deciso di consegnare la letterona (che lunedì 17 sarà protocollata) presso la segreteria del Sindaco !

 

Maria Marsiglio ha immortalato la consegna della lettera e presto inseriamo le foto nel blog.

 

Ci troviamo tutt* insieme oggi pomeriggio a Padova alle 19.00 davanti Palazzo Moroni: per maggiori info e per capire le motivazioni che ci impongono ( come donne e cittadin* ) di partecipare al sit in di Padova, andate al sito www.padovadonne.it

CONSEGNA LETTERONA AL SINDACO

  • 70895b7b7cc0df1a34e5def101fe922f.jpgCi troviamo alle 15.45 davanti il Municipio di Chioggia per consegnare la letterona con le nostre istanze al Sindaco del Comune di Chioggia.

 

 

Un arrivederci a presto a tutt*

 

 

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  • Maria Marsiglio ci farà alcune foto per testimoniare la consegna

 

 

 

ecco il testo della letterona:

Al Sindaco del Comune di Chioggia

Dott. Romano Tiozzo

Oggetto: lettera aperta al Sindaco del Comune di Chioggia per il ritiro della  deliberazione a favore della moratoria di G. Ferrara e presentazione altre istanze.

Il Comitato Donne di Chioggia, qui portavoce di tutte le donne e uomini che aderiscono alla manifestazione in occasione della Giornata Internazionale della donna,

8 marzo 2008

a fronte della deliberazione approvata dal Consiglio Comunale, con la quale il Comune di Chioggia aderisce alla moratoria sull’aborto proposta da Giuliano Ferrara e istituisce un fondo per le associazioni e i movimenti di aiuto alla vita,

CHIEDE

  • libertà di scelta e diritto all’autodeterminazione delle donne;
  • informazione e sensibilizzazione soprattutto riguardo i giovani sulla contraccezione con corsi di educazione sessuale nelle scuole superiori;
  • potenziamento dei Consultori come punti d’ascolto e d’informazione per le/i  cittadine/i;
  • piena applicazione della Ru486 e della “contraccezione d’emergenza” anche nei servizi sanitari cittadini;
  • laicità nelle scelte amministrative e politiche delle città;
  • che il Comune di Chioggia ritiri la deliberazione a favore della moratoria di Ferrara e l’emendamento per l’istituzione del fondo a favore delle associazioni per la vita.

Chiede inoltre un incontro del Consiglio comunale aperto, con la possibilità di intervento, a tutta la cittadinanza al fine di aprire un confronto sereno e un dibattito serio sulla tematica in oggetto.

Sicure di un Vostro sollecito riscontro, cogliamo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

Chioggia, 14.03.08

                                 

 

 

     Il Comitato Donne di Chioggia

 

 

 

 

 

 

 

Adesioni alla Manifestazione regionale a Chioggia 8 marzo 2008  

Giornata Internazionale della donna  

·                                 Comitato Donne di Chioggia   

·                                 Comitato 50e50 di Padova     

·                                 Assemblea 194 di Padova e Venezia   

·                                 Donneinmovimento  di Mestre e Padova e Venezia 

 

  ·                                 Circolo Lesbico Drastica…Mente

·                                  M.Elena Tomat

 

·                                 Michele Bortoluzzi per  Radicali Italiani                      e             Associazione radicale veneta   Loris Fortuna

 

   ·                                 PS Veneto

·                                 Raffaella Michieli    

·                                 Remo Ronchitelli    

 ·                                   Maria Marsiglio

 ·                                   Daniela Larese Filon    

·                                   Comitato Pari Opportunità  dell’Università di Padova

 

·                                   Lorenza Merlin

·                                 Collettivo femminista e lesbico VengoPrima!    

·                                 CHIOGGIALAB    

 ·                                 SINISTRA ARCOBALENO CHIOGGIA  

·                                 PS CHIOGGIA – MIRA  

·                                 delegate sindacato ADL RdB     Az.Ospedaliera  e USL 16 di Padova

·                                 Marinella Manicardi    

·                                 DONNE DELLA CGIL DI PADOVA    

·                                 LA REDAZIONE DI      WWW.PADOVADONNE.IT       

·                                 COBAS PT CUB Veneto     ·                          

        Gabriella Gazzea Vesce per Associazione Luca Coscioni

 

·                                   L’Associazione La Ginestra di Treviso  

·                                 Franco Fois a nome dell’Associazione VenetoRadicale                                   (www.venetoradicale.it) e della Cellula Coscioni di Venezia   

 ·                                   associazione ZATTERA URBANA  di Padova    

·                                 Annunziata Carbone    

·                                   PARTITO DI ALTERNATIVA COMUNISTA sez. di Padova  

·                                 Circolo Fuori Controllo di Monselice www.monselice.org 

·                                 Gruppo Donne di Breganze…ma non solo!

·                                 UAAR del Veneto (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).
www.uaar.it

·                                 ll Centro Antiviolenza, la Biblioteca delle donne, il Centro Multiculturale,lo Sportello Donne al avoro del Centro Donna del Comune di Venezia 

     ·                                  Circolo Pink Verona

·                                 Donata Gottardi

·                                 Cristina Pacquola

·                                 Loredana Celegato, PS

 

 

Manifestazione Regionale a Chioggia: MILLECINQUECENTO!!!!

 

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MILLECINQUECENTO,
 PIU’ DI MILLE!!!!

Il Comitato donne di Chioggia

esprime grande soddisfazione

per l’ottima riuscita della manifestazione

regionale in piazza a Chioggia.

Grazie a tutte le donne ed uomini che ieri hanno deciso

 di sostenere la battaglia iniziata dal Comitato donne di

 Chioggia

contro l’adesione del consiglio comunale alla moratoria

di Giuliano Ferrara.

GRAZIE A TUTT* VOI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chioggia inaspettatamente donna.

Un corteo allegro, colorato: donne, Chioggia non vi dimenticherà!